Il futuro che c’è

Figlio mio, ci proviamo ogni giorno e con fatica. Proviamo ad insegnarti la lealtà, l’autenticità, l’educazione, l’altruismo, il rispetto. Perché è a te e ai tuoi piccoli amici che è data la responsabilità e il peso di costruire il futuro. Ma il tempo in cui sei nato è un presente problematico, storto, sgraziato, a tratti surreale … Continua a leggere Il futuro che c’è

Annunci

Ma perché

“Ciao mamme. Che fare domenica con una bimba di X anni? “ “care mamme, sto organizzando le vacanze estive qualche consiglio su family hotel a vattelappesca?" “mamme sapete suggerirmi un ristorante didattico con area bimbi dove andare con altre famiglie?” e via così su ogni genere di questione. Perdonatemi e senza offesa, ma personalmente trovo … Continua a leggere Ma perché

Il mio prima e il mio dopo

Ci sono accadimenti che in qualche modo segnano inevitabilmente un prima e un dopo. Possono essere eventi belli o dolorosi, ma sta di fatto che in qualche modo marcano una linea di separazione netta nella nostra esistenza, tra quello che era e quello che sarà. Per quanto un tempo fossi convinta che quella riga l’avessi … Continua a leggere Il mio prima e il mio dopo

Quella cosa bella

Eccola qui, l’infanzia quella bella, quella giusta. L’infanzia dei sorrisi e delle risate spensierate, dei giochi semplici e degli scherzi buffi, dei capricci in qua e in là e dell’allegria istantanea, del divertimento genuino e della leggerezza d’animo. L’infanzia è questa cosa qui. Dovrebbe essere questa cosa qui. Perché i bambini sono bambini e da … Continua a leggere Quella cosa bella

Avere un figlio. Ecco com’è per me

Mi è stato chiesto “come sia avere un figlio”. La risposta, per come la vedo io, è abbastanza semplice. Avere un figlio è fare un giro lungo una vita sulle montagne russe. Salite e discese repentine, curve paraboliche, evoluzioni particolari, punti fermi un po’ precari, situazioni un po’ appese, un percorso che sembra non finire … Continua a leggere Avere un figlio. Ecco com’è per me

Mamme facciamo pace con noi stesse

Ammetto, ci sono circostanze in cui la sensazione di essere, come direbbe la mia amica Silvia, una “mamma non abbastanza, ce l'ho. O meglio, diciamo che non essendoci un modello di riferimento, quello cioè delle mamme abbastanza, mi è capitato di pensare che forse potrei fare di più. Di esempi ne potrei fare all’infinito, esempi in cui oscillo tra l’amore folle e cieco verso questo bambino per il quale farei qualunque cosa se solo fosse necessario e moti di egoismo in cui mi sento mancare l’aria. E un po’, a tratti, mi sento in colpa. Perché le altre mamme le vedo. Pianificano giornate a misura di bambino, fanno i biscotti, si inventano giochi, organizzano feste bellissime, vanno al parco, programmano il menù settimanale, comprano biologico, studiano manuali su come sviluppare l’autonomia del bambino e via così.  Che dire, forse sono queste le mamme abbastanza, ma il punto è che a mio figlio sono toccata in sorte io. Una madre che non fa biscotti ma che lo ama profondamente, che non organizza feste di compleanno fantasmagoriche ma che, solo per lui, fa compromessi ogni giorno con sé stessa mettendo a dura prova i propri limiti. Una madre che è che quel che è e che per suo figlio e per sé stessa fa tante altre cose.....

Ah, queste mamme moderne

“…. Stanno sempre a lamentarsi. Quelle di una volta andavano nei campi e crescevano 10 figli senza fiatare?!” Ok, ci sta, ma facciamo chiarezza perché se verosimilmente una volta era più o meno così, in fondo che ne sappiamo noi di quelle mamme che non fiatavano mai. Magari alcune non erano poi così appagate, forse qualcuna di figli ne avrebbe voluti meno o banalmente avrebbe preferito vivere un’esistenza diversa. Mi pare anche probabile che fossero anche molto stanche ma mica si poteva dire. Eppure non è poi così difficile immaginare quanto la loro vita fosse spesso e comunque pesante. Ora, con tutto il rispetto per i tempi andati, finiamola con questa sicumera sulle mamme di una volta. Perché, che piaccia o no, le donne, mamme o no, sono cambiate tanto quanto è cambiato il mondo intorno a loro. E meno male, vorrei aggiungere....

Orgoglio e pregiudizio

Circa un anno fa avevo scritto un post su questa pagina “Quello che vedo con gli occhi di mio figlio”. Ai tempi una gentil signora commentò con l’arroganza tipica di chi la sa lunga che quel che attribuivo ad un bimbo così piccolo fosse ridicolo. E’ passato del tempo, mio figlio ha quasi un anno in più e ad oggi ancor più di allora sono convinta che se avessimo l'umiltà per capirlo, dai nostri figli avremmo molto da imparare. Perché diciamolo senza se e senza ma. Noi adulti, a cui di fatto è affidato il compito di educarli, saremo anche sviluppati ed evoluti tanto quanto siamo stitici e sovrastrutturati. Eh già. Tutti gli adulti, sottoscritta inclusa, qualunque cosa facciano, pensino o dicano è, seppur in buona fede, ragionata, pensata, intenzionale e filtrata da convincimenti più o meno rispettabili. Nessun adulto è mai davvero del tutto spontaneo, naturale, immediato. Del resto, diversamente sarebbe un bambino. Ed è proprio qui che sta il punto. Perché....

Cosa ti fa un bambino

Subito dopo la nascita di mio figlio ho passato un brevissimo periodo in cui seriamente mi sono sentita una mamma pessima e ingrata che tutto stava facendo tranne che godersi la sfacciata fortuna che gli era toccata.Per fortuna è durata poco. Da allora è passato del tempo, mio figlio ha quasi 22 mesi e io sono un’altra persona, ovvietà quest’ultima di cui però vado terribilmente fiera.Già perché c’era un tempo in cui giocavo a fare l’adulta. E come tutti gli adulti, ero convinta di sapere abbastanza. Perché gli adulti sono un po’ così. E ci sta. Abbiamo le nostre storie personali, abbiamo fatto le nostre esperienze, ci siamo fatti le nostre corazze, ci siamo assuefatti all’istinto di sopravvivenza, abbiamo imparato a difenderci, ci siamo costruiti la nostra inattaccabile identità e alla fine abbiamo smesso di credere alle magie.  Quelle magie che solo un bambino può farti riscoprire.....

Quando la verità fa meno male della finzione

Va be che siamo nell’era dove l’apparenza è diventata un valore, va be che i social ci hanno messo il carico da 11 ma c’è un dettaglio che rende tutti questi va be un po' discutibili, soprattutto se stiamo parlando di figli, genitori e famiglia. Perché far credere al resto del mondo quel che non è, fa male e fa male soprattutto agli altri.  Già, perché raccontare che fare il genitore sia un gioco da ragazzi, che allattare sia per una mamma un’esperienza sempre facile e meravigliosa, che i propri figli siano angioletti sempre sorridenti e sereni, che la propria vita familiare sia tutta gioia e felicità, che la vita di coppia sia scoppiettante e pazzesca e che tutto proceda alla grande senza ombre o criticità, fa sentire di schifo tutti coloro che non si riconoscono in questo quadretto idilliaco. Non credete a chi racconta solo la felicità......